Come proteggersi in casa propria: allarmi e sistemi di sicurezza [Articolo]

Maurizio Gennari si occupa di allarmi, antifurti e sistemi di videosorveglianza da oltre 15 anni e ci illustra i vari modi per proteggere il luogo dove viviamo

La storia dei sistemi di sicurezza si rifà a tempi lontani, verso la fine del 1800, quando fu brevettato il primo antifurto per abitazione. Si trattava di un contatto magnetico che veniva applicato a porte e finestre, le cui vibrazioni attivavano un martello che andava a colpire un campanello di ottone. Quando avveniva l’infrazione il circuito metteva in funzione il processo e l’allarme iniziava a suonare finché la molla di attivazione veniva ripristinata.
Come per tutti i prodotti tecnologici, l’evoluzione dei sistemi di sicurezza è stato veloce. Gli antifurti furono collegati a cavi telegrafici prima e telefonici poi che confluivano in centrali di emergenza, con personale pronto a intervenire. Vennero inventati i sensori di movimento e gli impianti di allarme senza fili.
Gli impianti wireless rappresentano la maggiore evoluzione soprattutto per la facilità d’installazione, ma anche per l’estetica più pulita e per la varietà di modelli e soluzioni da proporre al cliente.

La casa, l’ufficio, gli esercizi commerciali… abbiamo tutti la stessa esigenza, quella di proteggere noi stessi, i nostri cari e i luoghi che abitiamo da ladri e malintenzionati. Allora che fare?

La cassaforte è una valida protezione contro i crescenti rischi di furto. Inoltre, è fondamentale per impedire il libero accesso ad armi, medicinali pericolosi e agli oggetti da non lasciare alla portata di tutti. Ci sono modelli incassati nel muro e quindi non in vista, e altri a mobile, adatte a chi non vuole fare lavori di muratura.

La porta d’ingresso rappresenta la prima barriera per proteggere la propria abitazione dai furti ed installare una porta blindata offre un’elevata protezione antieffrazione. Solitamente è realizzata in acciaio ed ha un sistema meccanico di chiusura. Esistono sei classi di resistenza (RC o WK) che definiscono appunto il grado di resistenza ai tentativi di scasso in base agli attrezzi e ai metodi utilizzati dai ladri. Si parte dalla 1 che è la più bassa (con la sola forza fisica l‘infisso non resiste), e via via si arriva alla classe 6 che è la più alta (resiste 20minuti a tentativi di effrazione eseguiti con strumenti elettrici da taglio o trapani). Per l’installazione di porte blindate non servono autorizzazioni perché rientrano nell’edilizia libera. La porta blindata è un investimento importante.

Le inferriate di sicurezza alle finestre sono una soluzione classica ed efficace. Danno un po’ la sensazione di stare in galera, ma impediscono fisicamente l’accesso agli ambienti interni. Vengono solitamente messe negli immobili situati al piano terra e affacciate su spazi pubblici o cortili comuni. Un parametro importante nella scelta delle inferriate consiste nella classe di effrazione, ossia il grado di resistenza alle forzature. E qui valgono le 6 classi di resistenza utilizzate per le porte blindate. Acquistare dei modelli convenienti non assicura una buona protezione mentre per avere dei prodotti validi l’investimento richiesto è più importante, soprattutto se nel servizio viene offerta una garanzia allungata.

Per concludere la panoramica sulla sicurezza, vi parlerò dei sistemi antifurto. Sono vent’anni che me ne occupo e ho visto le evoluzioni dei sistemi negli anni. Ora il mercato offre molteplici soluzioni che vanno incontro alle necessità dei clienti, anche quelli più esigenti. 

Vediamo nello specifico tutti i componenti di un impianto antifurto:

a) la centrale 
b) i sensori 
c) la sirena 
d) i combinatori telefonici 
e) le tastiere/telecomandi/chiavi.

a) La centralina d’allarme è il componente principale che gestisce l’intero sistema. In commercio ci sono svariati modelli che si differenziano fra loro:

– per il numero di zone gestibili
– se hanno i fili o sono wireless 
– se hanno un combinatore telefonico gsm integrato

Quando si parla di Zone, si intendono le diverse aree dell’abitazione che possono essere gestite in modo diverso attraverso una corretta programmazione della centrale. Per esempio, inserire il perimetrale (porte, finestre oppure la zona esterna) anziché l’antifurto totale. Questa caratteristica è molto utile soprattutto perché quando scatta l’allarme, abbiamo la possibilità di rilevare con precisione eventuali intrusioni distinguendole dai falsi allarmi. I moderni sistemi antifurto possono essere gestiti da remoto, o da un computer collegato ad internet o direttamente da una App sul cellulare.

b) I sensori sono quei dispositivi atti a rilevare la presenza di un eventuale intruso. 

Vanno scelti con attenzione per garantire il grado di sicurezza desiderato. Esistono rilevatori a microonde e ad ultrasuoni che rilevano semplicemente i movimenti, i sensori a infrarossi passivi che rilevano la variazione di temperatura ed altri magnetici che rilevano l’apertura di porte e finestre. I sensori creano delle vere e proprie barriere invisibili.

c) Il compito delle sirene è quello di attirare l’attenzione di chi si trova nelle vicinanze. 

Sono provviste di lampeggiante, hanno un doppio coperchio e sono alimentate a batteria. Scegliete i modelli dotati di apposite protezioni anti sabotaggio in modo da impedire che siano messe fuori uso. Anche queste possono avere i fili o essere wireless. Fatevi consigliare dal tecnico per la scelta.

d) Il combinatore telefonico ci viene ulteriormente in aiuto informandoci con una telefonata o un messaggio qual è la zona che ha fatto scattare l’allarme. 

e) attraverso le tastiere, i telecomandi e le chiavi elettroniche, attiviamo e disattiviamo l’antifurto.

Mi raccomando di non sottovalutare le aree esterne. Chi ha giardini o ingressi privati, farebbe bene a controllarli con delle telecamere collegandole alla centrale e al combinatore telefonico. In caso di allarme, è possibile collegarsi tramite la App e vedere in diretta cosa sta accadendo. Installando videoregistratore potrete avere traccia di tutto ciò che accade nel vostro immobile!

Non dovremmo avere la necessità di proteggerci, dovremmo essere e sentirci sicuri nella nostra abitazione e dove lavoriamo. Purtroppo non è così ma per fortuna la tecnologia ci viene in aiuto. L’ultima raccomandazione: un basso prezzo è sinonimo di scarsa qualità; fate un investimento oculato e rivolgetevi a professionisti con esperienza e che vi garantiscano assistenza, professionisti come me per esempio. La mia attività ha sede a Parma ma seguo clienti in tutta Italia ( www.gennarimpianti.it ). E questo grazie anche alla pubblicità e all’azione commerciale che cura mia moglie attraverso la sua agenzia di comunicazione ( www.claudiabaldini.it ) 

Nota bene:

Tutte le misure finalizzate a prevenire il rischio del compimento di atti illeciti da parte di terzi, usufruiscono del bonus 50% per le ristrutturazioni. Vi rientrano quindi: l’installazione di porte blindate, l’apposizione di grate sulle finestre, apposizione di saracinesche, installazione di rilevatori di apertura e di effrazione sui serramenti, fotocamere o cineprese collegate con centri di sorveglianza privati, apparecchi rilevatori di prevenzione antifurto e relative centraline ecc.

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